venerdì 6 marzo 2015

CORSO DI COSTRUZIONE ARCHI IN LEGNO

Organizziamo in aprile questo interessantissimo corso.

Data: domenica 26 aprile 2015
Orari: dalle ore 9 alle ore 18, pausa pranzo dalle 13 alle 14
Luogo: Via San Dionigi, 77 – Milano (MM linea gialla, fermata Porto di Mare) presso l’Associazione Nocetum (www.nocetum.it)

Durante il corso, tenuto da Gionata Brovelli, verranno trasmesse le informazioni di base per imparare a realizzare un arco semplice in legno, basandosi sulle tecniche e la filosofia di costruzione adottate in passato.
La parte pratica verrà preceduta da una introduzione in cui verranno illustrati i più importanti reperti rinvenuti e l'evoluzione dell'arco di legno in Europa nel corso dei secoli.

Il costo di partecipazione è di € 50, pranzo compreso. I posti sono limitati (20); ancora alcuni posti disponibili, affrettatevi se volete esserci.

Per informazioni e modalità di iscrizione inviare una mail a info@compagniabianca.it oppure chiamare il capitano della Compagnia allo 02/26922618 o al 327/6326727
PER LE IMMAGINI DEL CORSO VAI QUI:
http://compagniabianca.blogspot.it/2015/04/le-immagini-del-corso-di-costruzione.html


mercoledì 18 febbraio 2015

CORSO DI TIRO CON L'ARCO IN LEGNO

Prossima lezione, per Alberto, Stephanie e Giovanni, sabato 2 maggio, ore 9-13.
Ancora un posto disponibile per il II° corso che inizierà a maggio. 

Queste le modalità:

1) quattro lezioni di tre ore ciascuna, da tenersi il sabato o la domenica o, previo accordo, in altre giornate
2) arco, frecce, parabraccio e bersaglio sono a cura dell’istruttore
3) alle lezioni possono partecipare non più di tre allievi per corso
4) per iscriversi basta mandare una mail a info@compagniabianca.it indicando il nome e il numero di telefono. Sarete contattati personalmente dall’ istruttore

La Compagnia Bianca di Milano - Arcieri medievali militari
Sito Internet: www.compagniabianca.it
Blog fotografico: http://compagniabianca.blogspot.it/ 

giovedì 22 gennaio 2015

L'organizzazione bellica assira: la composizione dell'esercito, le strategie e le tattiche di attacco

Pubblichiamo questo interessante studio nel quale appare con evidenza che, sin dall'antichità, l'arcieria militare era in grado di giocare un ruolo fondamentale nell'arte della guerra.

Buona lettura.


L'organizzazione bellica assira: la composizione dell'esercito, le strategie e le tattiche di attacco

di Davide Nadali

da: La grande Storia. L’Antichità, a cura di Umberto Eco – Le civiltà del vicino Oriente, vol. 2 – 2011, RCS Quotidiani S.p.a.


La ricca e particolareggiata raffigurazione delle gesta militari dei sovrani assiri su ortostati scolpiti offre una fonte preziosa e piuttosto fedele della composizione, organizzazione e attività dell'esercito assiro. Si possono distinguere le unità principali (fanteria, cavalleria e reparto carrista) e, soprattutto, si possono avanzare, con l'ausilio delle fonti epigrafiche, ipotesi sulle tecniche di combattimento e sulle strategie di attacco.

La composizione dell'esercito assiro

Le milizie assire del IX secolo e della prima parte dell'VIII secolo a.c. possono essere definite come un esercito nazionale, essenzialmente composto da soldati assiri arruolati mediante servizio di leva. In seguito, a partire dalla riorganizzazione delle regioni conquistate ad opera di Tiglat-pileser III (re dal 744 al 727 a.c.) e dall'arruolamento sistematico di soldati stranieri, si può invece parlare di un esercito multietnico. Documenti dell'epoca di Tiglat-pileser III e Sargon II (re dal 721 al 705 a.c.) testimoniano l'impiego di soldati stranieri con particolari abilità (come esperti combattenti su carro o per esempio addestratori di cavalli, in seguito all'introduzione in Assiria di specie equine provenienti dall'Egitto e dalla Nubia).
Gli uomini dell'esercito assiro sono raggruppati in tre grandi unità: fanteria, cavalleria e reparto carrista, talora formate da soli soldati e talora comprendenti elementi stranieri (truppe ausiliarie). A seconda del tipo d'arma impiegato nel combattimento si distinguono arcieri, lancieri, frombolieri e guastatori. Non in tutte le unità sono presenti gli stessi corpi: i frombolieri e i guastatori appartengono esclusivamente alla fanteria, che costituisce il nucleo più numeroso e il vero punto di forza dell'intera compagine militare assira. Le ricche raffigurazioni dei rilievi parietali documentano sia il cospicuo numero di fanti sia la versatilità delle azioni di questa unità che è largamente coinvolta in tutti gli schieramenti tattici, tanto negli scontri in campo aperto che negli assedi.
La fanteria leggera è composta di arcieri e lancieri, principalmente di origine straniera, che non sono provvisti di panoplie difensive pesanti e spesso combattono senza la protezione di scudi. In particolare gli arcieri - perlopiù di origine aramea - combattono a piedi nudi, senza armatura e senza elmo: indossano semplicemente una benda sulla fronte annodata alla nuca. I lancieri sono invece provvisti di un elmo (che ha una caratteristica cresta sulla sommità), di uno scudo e indossano una sorta di corazza formata da un disco metallico tenuto sul petto con lacci di cuoio intrecciati sulla schiena. Lo scudo dei lancieri ausiliari è costruito con canne intrecciate, talvolta con rinforzi metallici lungo i bordi e nella parte centrale. Arcieri e lancieri della fanteria pesante sono invece provvisti di più efficaci armi e panoplie difensive: portano elmi metallici a punta, vestono una corazza metallica che protegge l'intero corpo (come nelle immagini del IX sec. a.c.) o solo il busto (come nei rilievi del Vili e VII sec. a.c.), indossano stivali e sono inoltre protetti da ampi scudi di forma circolare o ellittica. Gli arcieri e i lancieri della fanteria pesante sono normalmente assiri. che combattono alle spalle dei soldati ausiliari che occupano il fronte dello schieramento, come si vede nelle scene raffiguranti le marce di spostamento dell'esercito e gli assalti alle roccaforti nemiche. Le armi dei soldati della fanteria leggera consentono veloci manovre, come per esempio salire rapidamente su scale lignee per raggiungere la sommità delle mura nemiche. Alle loro spalle, altri soldati ausiliari e infine gli Assiri della fanteria pesante coprono l'azione di sfondamento. Spesso gli arcieri e i lancieri assiri della fanteria pesante combattono in coppia, affiancati l'uno all'altro, protetti da un alto scudo poggiato a terra e tenuto in piedi dal lanciere. Questo schermo protettivo è particolarmente efficace nelle operazioni di assedio, quando i nemici si difendono lanciando dardi e oggetti infuocati dalle fortificazioni delle loro città. La cavalleria costituisce la seconda grande unità dell'esercito assiro. E essenzialmente composta di soldati assiri, sebbene i sovrani (in particolare Tiglat-pileser III e Sargon II) registrino nei loro documenti l'arruolamento di personale straniero, impiegato soprattutto nell'addestramento e nella cura dei cavalli. In cavalleria combattono soldati arcieri e lancieri che sono abbigliati ed equipaggiati come i loro omologhi della fanteria; i lancieri sono talvolta provvisti di scudo, che portano sulla schiena mentre cavalcano.
L'uguale dotazione offensiva e difensiva implica che i cavalieri possano combattere anche come fanti: il cavallo è un mezzo di trasporto usato per raggiungere il campo di battaglia e la città cinta d'assedio; tuttavia, in determinati contesti d'azione, esso è impiegato in manovre di inseguimento e accerchiamento del nemico.
I cavalieri cavalcano e combattono in coppia: mentre uno ha il compito di tenere le briglie di entrambi i cavalli, l'altro può fa­cilmente imbracciare l'arco e scoccare frecce senza dover controllare la propria cavalcatura. Questo schema è in uso nel IX secolo a.c. e può essere chiaramente osservato sui rilievi di Assurnasirpal II e sulle fasce bronzee delle porte del tempio e del palazzo a Balawat di Assurnasirpal II e di Salmanassar III (re dall'858 all'824 a.C.). A partire dall'VIII secolo a.c, con il regno di Tiglat-pileser III, l'introduzione e la diffusione dell'uso della martingala (una cintura di cuoio che, fissata al morso, passa dietro la testa del cavallo) rivoluziona le modalità di guida del cavallo e il suo impiego in contesto bellico. I cavalieri sono indipendenti e possono usare ora l'arco ora la lancia nelle loro incursioni nelle file nemiche. Recentemente, proprio partendo dall'osservazione delle coppie di cavalieri sui rilievi parietali assiri, si è tentato di chiarire il significato del termine kallabu della documentazione epigrafica, variamente interpretato e tradotto come "messaggero", "condottiero di truppe", "guastatore", "truppe leggere" e associato all'unità di fanteria.
In realtà il kallabu sarebbe un cavaliere, e precisamente colui che, armato di lancia, affianca il compagno munito invece di arco: allo stesso tempo il suo particolare equipaggiamento consentirebbe una sua facile trasformazione in soldato di fanteria. La terza e ultima unità dell'esercito assiro è costituita dai carri. Il reparto carrista è formato da soldati assiri arcieri e lancieri. Nel corso del tempo, dal IX al VII secolo a.C. la forma e l'impiego del carro in contesto bellico mutano alquanto. Nel IX secolo a.c. il carro trasporta solitamente due soldati (il numero dell'equipaggio sale a tre quando è presente anche il sovrano assiro). Il primo soldato ha il compito di guidare il carro reggendo le redini, mentre l'altro, armato di arco, scocca frecce contro i nemici. Il carro è un mezzo rapido e sicuro per attraversare il campo di battaglia investendo e inseguendo le truppe, ma è anche equipaggiato con uno scudo e una lancia, sicché anche i soldati a bordo del carro, una volta portatisi sul luogo dello scontro, possono, proprio come quelli della cavalleria, divenire fanti, arcieri e lancieri, a seconda delle necessità. Nell'VIII e, in particolar modo, nel VII secolo a.c. la struttura del carro si ingrandisce: si passa da un carro con una ruota a sei raggi ad uno con una ruota a otto e l'equipaggio sale a quattro soldati (il guidatore, accompagnato da altri tre soldati armati). A bordo del carro, essi sollevano gli scudi a protezione di se stessi e degli altri soldati; scesi dal carro, si convertono in fanti e lo scudo diventa un'efficace arma di difesa contro le munizioni lanciate dai nemici dall'alto delle mura negli assedi e negli scontri corpo a corpo. Per il VII secolo a.c, si potrebbe quindi parlare di fanteria mobile, ossia di fanti che temporaneamente usufruiscono del carro per potersi rapidamente muovere sul campo di battaglia e ingaggiare scontri ravvicinati.
L'esercito assiro comprende anche civili, addetti alle incombenze amministrative e talvolta impiegati in azioni collaterali e di preparazione dell'attacco. Le numerose lettere della cancelleria assira offrono preziosi indizi per comprendere appieno il vasto e complesso impianto della macchina bellica prima, durante e dopo la campagna militare. All'interno del campo militare si distingue, per la posizione spesso centrale e per le dimensioni maggiori, la tenda alloggio del sovrano. Dal IX all'VIII secolo a.c. il re assiro è direttamente impegnato sul campo di battaglia (è rappresentato sovente mentre insegue i nemici con il suo carro). Nel VII secolo a.c. egli svolge invece una funzione di comandante in capo che osserva lo svolgersi dello scontro ed attende i positivi risultati della battaglia. Le particolareggiate raffigurazioni permettono di farsi un'idea abbastanza precisa delle manovre di attacco dell'esercito assiro e quindi della disposizione tattica delle truppe a seconda del modello strategico scelto. In base a quest'ultimo solo alcune unità e alcuni corpi specializzati sono chiamati a un'azione diretta, mentre le altre unità dell'esercito assumono ruoli di copertura e di difesa.

Le strategie di attacco e difesa

L'assedio è la strategia largamente impiegata dagli Assiri: i rilievi parietali la documentano con dovizia di particolari. Soldati dell'esercito assiro sono raffigurati ai piedi delle mura nemiche o mentre cercano di raggiungere la sommità delle fortificazioni su scale di legno e rampe artificiali. Contemporaneamente arcieri e frombolieri, con il continuo lancio di frecce e munizioni, impediscono, o comunque rallentano, la reazione dei nemici sui bastioni. Il bersagliamento dal basso distoglie anche l'attenzione degli assaliti dalle operazioni dei soldati guastatori che, alla base delle fortificazione nemiche, sono intenti ad aprire brecce e tunnel nella cortina muraria. A questo scopo, l'esercito assiro si avvale anche di arieti e di torri d'assedio. Nelle preghiere rivolte alla divinità solare Shamash il re assiro chiede quale tecnica sia più efficace per conquistare la città nemica e questi testi mettono in evidenza non solo le modalità di conquista di una città, ma anche i tempi dell'azione di accerchiamento, assedio e assalto.

Cavalleria e carri sono largamente utilizzati negli scontri in campo aperto, anche se i monumenti offrono pochissimi esempi di raffigurazioni di battaglie in campo aperto. I testi degli Annali dei sovrani assiri lasciano intendere che l'esercito si confronti in campo aperto con il nemico solo quando vi sia costretto. In questo caso i carri risultano particolarmente efficaci sia per contrastare quelli dell'esercito nemico sia per travolgere e inseguire la fanteria avversaria. Nella battaglia contro le tribù degli Arabi, nel VII secolo a.c., gli strateghi dell'esercito di Assurbanipal optano per un inseguimento su carro dei cavalieri arabi a dorso di cammelli: stando al racconto fatto da Erodoto (484-424 a.c.) nel primo libro delle Storie, i cavalli sono impauriti dal forte e particolare odore dei cammelli, ma, una volta aggiogati ai carri, è più difficile per loro ribellarsi e indietreggiare di fronte al nemico.

La cavalleria è un'unità particolarmente versatile ed agile che può assalire gli avversari ai fianchi, quindi lungo le ali dello schieramento ed incursioni nei fianchi avversari e cambiare rapidamente formazione e tattica, inseguendo i nemici in rotta. Nello scontro campale presso il fiume Ulai in cui Assurbanipal combatte contro il sovrano elamita Teumman, la cavalleria assira si muove sul fianco destro del proprio schieramento, attaccando il fianco sinistro dell'armata nemica e spingendo gli avversari verso il centro del terreno di scontro, dove la fanteria assira interviene spingendo gli Elamiti nelle acque del fiume alle loro spalle. Quello che nella strategia avversaria doveva essere una protezione contro un possibile attacco da tergo diventa invece un punto a favore degli Assiri.


sabato 19 luglio 2014

CORSO DI TIRO CON L'ARCO IN LEGNO (LONGBOW)

II° Corso di tiro 2014: quinta lezione sabato 23/8, ore 9-12, Via San Dionigi, 77 - Milano (presso l'Associazione Nocetum)

martedì 22 aprile 2014

CORSO DI TIRO CON L'ARCO IN LEGNO (LONGBOW)

I° Corso di tiro 2014: IIIa lezione sabato 17/5, ore 10-13, IV lezione domenica18/5, ore 10-13, meteo permettendo

sabato 22 marzo 2014

CORSO DI TIRO CON L'ARCO IN LEGNO (LONGBOW)

Con la lezione del 9 febbraio è terminato il primo corso 2013/2014. Sono aperte le iscrizioni per il II° corso. Ad oggi abbiamo un solo iscritto; raggiunto il numero di tre, verrà definita la data e l'ora di inizio.

Riassumo le modalità:

1) quattro lezioni di tre ore ciascuna, da tenersi il sabato o la domenica o, previo accordo, in altre giornate
2) arco, frecce, parabraccio e bersaglio sono a cura dell’istruttore
3) alle lezioni possono partecipare non più di tre allievi per corso
4) per iscriversi basta mandare una mail a info@compagniabianca.it indicando il nome e il numero di telefono. Sarete contattati personalmente dall’ istruttore

La Compagnia Bianca di Milano - Arcieri medievali militari
Sito Internet: www.compagniabianca.it
Blog fotografico: http://compagniabianca.blogspot.it/ 

lunedì 10 febbraio 2014

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA LEGA ARCIERI MEDIEVALI CARLOS ALBERO OWEN




Salve a tutti, non potendo più pubblicare sulla bacheca del gruppo LAM (in Facebook, n.d.r.), poiché autore di post dalle domande a cui non erano in grado di rispondere, posterò su questa bacheca (Saracen Bow Luigi Covelli, in Facebook, n.d.r.) la copia di una e-mail, e reltivo allegato, inviata al presidente della LAM, Carlos Alberto Owen. Ovviamente vi terrò aggiornati sugli sviluppi.
Buona giornata a tutti.

Alla cortese attenzione del Presidente Carlos Alberto Owen.

Gent.mo Presidente,
le scrivo questa mail col proposito di avere chiarimenti riguardo le attività svolte dalla LAM.
Premetto che ho avuto già modo di assistere ad alcune gare svolte dalla Vs. Spett.le Ass.ne e che le seguo anche via Facebook.
Visitando la Homepage del Vs. sito ufficiale, mi ha colpito il fatto che Vi presentate come "MEDIEVALISTI", "STORICI", "RIEVOCATORI" (allegato).
Mio malgrado ho constato che tali propositi, fatto salvo per alcuni casi eccezionali costituiti da persone attente e scrupolose, nella maggior parte dei casi vengono lasciati all'improvvisazione dando luogo alla creazione di costumi che sono più "Fantasy" che medievali. Per non parlare degli archi, intendo quelli storici e non quelli di derivazione industriale, che vuoi per materiali (maclura, robinia, rattan e altre essenze non tipicamente europee), vuoi per la foggia, non sono mai compatibili con il personaggio che si vorrebbe rappresentare. E quindi si vedono Saraceni con archi lunghi alla maniera inglese, cavalieri normanni con archi unni e così via.....

E' scritto nel vostro regolamento, in tema di vestiario quanto segue:

" Deve essere consono al periodo rappresentato dall’ Associazione, dal copricapo fino alla calzatura. Sono vietati trucchi troppo pesanti e unghie smaltate con colori forti. Sono ammesse calzature risuolate in gomma (per la sicurezza); sono ammessi occhiali da vista; non sono ammessi occhiali da sole a meno che non siano da vista con relativa attestazione medica da portare sempre con sé. I cellulari durante le manifestazioni dovranno essere spenti o messi in opzione silenziosa; non si fuma."

Se Lei avrà avuto modo di fare un giro tra le foto presenti in rete, sicuramente avrà constatato che quanto previsto dal Vs. regolamento viene disatteso del 90% dei casi a scapito di quanto dichiarato di voler essere nella Vs. Homepage.
Lei, come molti suoi consociati, potrà pure dirmi :"Noi facciamo le cose come reputiamo opportuno". Ma di questo dissento perché ogni attività svolta in pubblico è passibile di critica, se non altro per i messaggi sbagliati che si trasmettono.

Mi pongo, dunque, da un punto di vista esterno e neutrale.
Mettiamo il caso che da spettatore ignaro di medioevo,rievocazioni, nonché di arcieria medievale, mi imbatta in una vostra manifestazione. Il messaggio che mi viene da ciò che vedo, è che il medioevo e gli arcieri erano come vengono rappresentati dalle persone che sto osservando. Giusto?
Sappiamo bene entrambi che non è così.
Le chiedo dunque di spiegarmi che nesso c'è tra il modo che avete di presentarvi e le reali attività che svolgete, nelle loro modalità.
Elencare dei titoli e delle qualifiche sulla propria pagina di presentazione poi non poterle onorare, non le sembra poco coerente?
Non crede che, per pura onestà intellettuale, dovrebbe far pressione per una corretta applicazione del regolamento o, in alternativa, cambiare la presentazione della Homepage del Vs. sito magari specificando che vi ispirate al medioevo, ai giochi di ruolo o al genere Fantasy? Tralasciando magari di presentarvi come "MEDIEVALISTI", "RIEVOCATORI"e "STORICI"?
La informo che tali domande le ho anche poste sulla pagina Facebook di un gruppo frequentato, per la maggiore, da iscritti LAM,e in alcuni casi sono stato letteralmente aggredito verbalmente e invitato a non occuparmi di ciò che avviene in Lam, conseguentemente "censurato" con l'esclusione dal gruppo. D'altronde, quando non si hanno argomenti per difendere il proprio operato non resta altra alternativa.
Certo di una Sua solerte risposta Le porgo i miei saluti.

Luigi Covelli.

link relativi:

http://www.legaarcierimedievali.org/chi_siamo/index.php
https://www.facebook.com/saracen.bow
https://www.facebook.com/groups/203114296414683/


AGGIORNAMENTI:
  • inviata come messaggio privato la nota lettera, mi è stato risposto dal vice presidente zanotti che la (non) risposta del presidente owen era la risposta più plausibile. mi è stato chiesto perché, pur non condividendo le attività della L.A.M., continuo ad interessarmene. rispondo che, siccome svolte in pubblico le stesse possono essere oggetto di interrogativi. il Sig. vice replica chiedendomi con quale titolo. io rispondo: col titolo di un osservatore vuole sapere con quali criteri interpretate e illustrate il medioevo, al punto di vantare crediti sulla vostra homepage. il vice: quindi? io replico: va bene, quindi non sa darmi risposte pertinenti alle domande di una lettera pubblica?o aperta come preferisce. all'improvviso la conversazione cambia di tono.....vengo invitato per il prossimo 20 luglio a san marino per le giornate medievali, e mi si chiede di portare uno dei miei "bellissimi" archi. mi viene anche fatto notare che la rievocazione è una cosa e l'aggregazione è un'altra e che a volte le due cose possono coincidere e a volte no. rispondo:ringrazio per l'invito e per gli apprezzamenti, ma in quel periodo sarò impegnato. tengo a precisare che non ho nulla in contrario riguardo le vostre attività, l'unica cosa che mi fa sollevare degli interrogativi è aver assistito di persona ad esse e poi non trovare riscontro su come le stesse vengono presentate sul vostro sito. non crede che potreste continuare a fare ciò che fate chiamando le vostre attività in un altro modo? ultima risposta del vice: VEDREMO.

  • FATEVI VOI UN'IDEA

FINALMENTE LA TANTO ATTESA RISPOSTA E' ARRIVATA. UN AUGURIO SINCERO ALLA LAM PER IL LORO FUTURO LAVORO.